Spider-Boy

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giovedì 28 febbraio 2013

Il ragazzo vecchio ed il vestito nuovo

Ilaria Guccione, Il vestito piazzato (Palermo, 2012)


Il ragazzo. E' di spalle, il ragazzo e rimarrà così fino alla fine della storia. Ha un nome che non è facile né difficile ma non diremo quale perché anche quelle poche lettere ci possono servire per raccontare. E poi  non è neanche più un ragazzo ma anche questo non importa. Il ragazzo ha una buona dose di paura che se la nasconde dentro i pantaloni e quando la sente esplodere non chiede il permesso a nessuno, va via senza lasciare un saluto.
Il ragazzo ha una storia complicata, così ti dice se lo incontri e riesci a parlargli. Il ragazzo ha una storia semplice, ché a complicare tutto siamo sempre noi ma questo lo dico io e ai fini della storia sua non vale, che non ci raccontiamo tutti allo stesso modo, ognuno ha il suo punto di vita e se non lo tieni da conto ti conviene il tuo punto di vista, fare il giro degli specchi di casa, un inchino e non uscire più di casa.
Il ragazzo cerca qualcosa. Che lui cosa sia nemmeno lo sa, sì a volte forse ci pensa ma poi è costretto a distrarsi. Per respirare meglio, per far meno conti, per fingere di annullarsi ogni debito. E continua ad andare. Perché quello che cerca non te lo sa raccontare se non con le parole degli altri. Ma vai che vai te lo ritrovi sempre qui.
Il ragazzo cerca un vestito nuovo, di quelli buoni anche per i giorni cattivi. Ma il ragazzo non sa quale colore scegliere né che modello né dove andare a trovarlo. E allora continua ad andare. E quando capita prende quello che trova e lo indossa in fretta.
Il ragazzo a volte finge di dimenticare ma non credetegli ché ha buona memoria. E' solo che passato e presente non li sa affrontare. E far voti per il futuro è sempre più semplice.
Il ragazzo dice che ha un dolore che si porta da sempre nel taschino della giacca. E ci prova anche a spiegartelo ma di sintomo in sintomo se non ci sei passato non lo puoi neanche immaginare.


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