Spider-Boy

Spider-Boy

venerdì 25 gennaio 2013

Elogio della solitudine

Ilaria Guccione, Siamo così speciali che neanche ci si guarda (Palermo, 2012)
 
Fin quando continuerete a pensare alla solitudine come un difetto, un vizio, una mancanza, continuerete ad essere sul serio soli. Circondati come sarete da un eccesso di compagnia che fa solo rumore e vi copre i pensieri e il fare. Qualunque compagnia, tutte le cattive compagnie possibili, tutte quelle a buon mercato, tutte quelle a portata di mano e di passo, purché il vostro sia un passo corto e comodo. Per potere continuare a dire: e dai che non sono mica solo. Perché gli altri possano benedirvi: e vai che allora non sei più solo. Siete pronti a prendere al volo qualunque soluzione facile, qualunque salvezza vi venga offerta da un alto che non esiste. E così non ci si chiede più niente. E così non si risponde più a nessuno.
E intanto è tutto tempo che vi passa accanto e che condanna, è tutto tempo che cade e non vi fa mica rialzare.
E poi dai che quando cadi e non sai come rialzarti, c'è l'ultimo libro di. Peccato che non sia a portata di mano, perché quando cadi sei maledettamente solo e le tue bibbie del cazzo sono rimaste a casa. E mai nessuno per strada che sia disposto a darti una mano. E tu a quel punto non sai come cazzo fare, perché non ti conosci il passo.
E pregate, pregate, pregate. Che c'è sempre qualcuno che prega qualcosa. Che un dio da offrirvi c'è sempre e sempre in cambio di qualcosa. E recitate, recitate, recitate. Dichiarando che così non pregate. E sceglietevi qualcuno, non importa chi, vivo o morto, barba o baffi, che vi dica che tutto sarà facile soltanto così. E raggruppatevi, organizzatevi. Che sennò il gioco non vale. Che se imparate sul serio il valore dell'esser soli, non cascate più. E non ci cascate. E perdete, perdete, perdete. Perdetevi il tempo, perdete voi e tutto il resto. E attenzione che alla prima buca reale ci cascate dentro e non c'è santo o santone che vi tenga.
(L'hai mai sentito De Andrè che parla della solitudine? No? Sì? E dai, che te lo metto qui sotto. Che forse se non capisci me, capisci lui.)


Nessun commento:

Posta un commento